Dalla città di Gioacchino a Charleston (WV) da Joe Manchin III e a Washington DC per Barak Obama

 Il viaggio negli Stati Uniti di Antonio Nicoletti, sindaco di San Giovanni in Fiore, e del consigliere comunale Vincenzo Gentile, ha inizio nella seconda decade del gennaio 2008. A Morghenntown, cittadina del West Virginia, li attendeva il governatore di quello Stato, Joe Manchin III, dal quale erano stati espressamente invitati per due ragioni: il suo giuramento, come 34° governatore del West Virginia, previsto per il 19 gennaio a Charleston, e il giuramento, del 20 gennaio a Washington, del nuovo presidente degli Usa, Barak Obama, il primo Presidente afroamericano degli Stati Uniti d’America. Quell’invito era originariamente per il sindaco Nicoletti e per il Presidente della provincia di Cosenza Gerardo Mario Oliverio, ma la rinuncia di quest’ultimo per un impegno preso in precedenza aveva favorito la trasferta in America di Vincenzo Gentile. A “giustificare” la presenza di Nicoletti e Gentile negli Usa c’era un motivo in più, forse quello più significativo: nei mesi precedenti i dispacci di agenzia e gli articoli di stampa che avevano riportato citazioni, da parte di colui che sarebbe presto diventato il nuovo Presidente degli Stati Uniti, dell’abate Gioacchino da Fiore. Per questo motivo sia il senatore della contea di Monogalia Michael Angelo Oliverio II, che il governatore Manchin ed il decano dei senatori Usa, il democratico Robert Byrd, si erano impegnati ad invitarli per dar loro la possibilità di assistere ad un evento epocale. Ad accogliere i due sangiovannesi all’aeroporto di Pittsburgh c’erano Michael Oliverio Senior ed il figlio Frank. Il padre di Michele era partito ad inizio secolo da San Giovanni in Fiore ed aveva lavorato nelle miniere di Monongah. Il suo nome era Giuseppe Oliverio. Molto piccolo di statura e per questo conosciuto come Little Joe, lavoratore instancabile, non aveva mai fatto un giorno d’assenza al lavoro e per questo ogni anno veniva premiato come miglior minatore.

Da sinista verso destra, Vincenzo Gentile,  il senatore Michael Angelo la sua signora e due figli,  Frank e Michael Oliverio al centro (Foto V. Gentile)

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Little Joe ( Foto tratta da Fire in the Hole, R.F. Bonasso)

Dopo due giorni a Morghentown, il 18 gennaio il Sindaco di San Giovanni i Fiore Nicoletti e Vincenzo Gentile, insieme a Michael Frank Oliverio, partirono alla volta di Charleston. Tre ore di viaggio, attraverso le montagne e i fitti boschi del West Virginia, attraversando larghissime e diritte autostrade. La sera stessa furono ospitati in un lussuoso locale dov’era stata organizzata una sontuosa festa per il governatore.

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Da sinistra verso destra la moglie del govenatore Michael Oliverio, Vincenzo Gentile , Antonio Nicoletti, Joe Manchin, FranK Oliverio. ( Foto M. Oliverio)

I festeggiamenti proseguirono nella residenza del governatore, dove un  tenore intonò la canzone di John Denver: Take me home Country Roads, l’inno del West Virginia. Il giorno dopo si tenne la cerimonia di giuramento e Nicoletti e Gentile erano in prima fila. La presentazione del governatore toccò al figlio che nel discorso ricordò quelle due persone che avevano fatto un lungo viaggio per presenziare alla cerimonia di investitura e che erano partiti dalla lontana terra di Calabria per onorare suo padre. Dopo la cerimonia conobbero il segretario di stato Natalie Tennat, la cui madre, di cognome Brunetti, è originaria di San Giovanni in Fiore.

La Residenza del governatore (Foto V. Gentile)

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IL campidoglio di Charleston (Foto V. Gentile)

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La sera dopo, la partenza per Washington DC, dove furono ricevuti dal dott. Dante Brandi, membro dell’ambasciata italiana. Il mattino seguente, di buon ora, attraversando la Pennsylvania Avenue, in una città sovraffollata e blindata, dopo un’ora e mezzo di cammino a piedi, arrivarono in Campidoglio, sede ufficiale dei due rami del congresso degli Stati Uniti, dove si sarebbe svolta l’Inauguration Cerimonie. Il freddo di quel mattino pungeva più di ogni cosa e anche per due montanari come loro ( San Giovanni in Fiore è a 1050 metri sul livello del mare ) fu un durissimo banco di prova, ma la gente sembrava non curarsene, tanto era felice e tanto aveva atteso qual momento. Alle ore 12,00 locali, le 18,00 in Italia, ci fu il tanto sospirato giuramento.

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Antonio Nicoletti

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Vincenzo Gentile (Foto V.Gentile) 

Il campidoglio di Washington DC (Foto V. Gentile)

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La sera erano di nuovo ad una festa all’Ambasciata italiana, più contenti che mai, alla vista dei carabinieri italiani in uniforme all’ingresso del magnifico edificio che evoca nelle sue linnee architettoniche una fortezza toscana.

© Copyright Vincenzo Gentile Tutti i diritti riservati

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